Artemisia Gentileschi. “Coraggio e passione”

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Artemisia Gentileschi. “Coraggio e passione” apre a Genova,  nella sua sede espositiva più importante e prestigiosa, l’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale.  Una rassegna  che celebra il  coraggio di una “pittrice guerriera” non solo perché è stata la prima donna della storia ad essere ammessa a un’Accademia di Disegno e ad emergere in un mondo, come quello dell’arte, dominato nel Seicento dalla presenza maschile, ma perché ha avuto la forza di combattere contro le opinioni consolidate del tempo e di affrontare anche un lungo processo per stupro. La storia, le opere e il talento di Artemisia sono raccontati nella mostra genovese attraverso grandi capolavori.

Apertasi ieri e  prodotta da Artemisia con Palazzo Ducale di Genova, sarà visibile fino al primo aprile 2024. Artemisia Gentileschi è stata una pittrice che ha avuto un grande successo e che  ha lavorato per alcune delle corti più prestigiose d’Europa come  Firenze, Napoli e Londra. Il suo talento è riconosciuto  da medaglie, ritratti dipinti da pittori illustri, poemi e incisioni di cui è stata omaggiata. Tuttavia, oggi è conosciuta anche soprattutto a causa della  violenza carnale che ha subito nel 1611, ad opera del pittore Agostino Tassi. 

Questa mostra, a cura di Costantino D’Orazio, ha anche il merito di raccontare  vicende umane, rivoluzioni pittoriche, aneddoti e pensieri di una vivace ed intraprendente comunità artistica che nel primo Seicento ha attraversato l’Italia e si è avventurata in Europa, diffondendo le novità caravaggesche, lo spirito della Controriforma e offrendo un nuovo sguardo.

Nella mostra compaiono, nella prima sezione, due opere che racchiudono la vicenda artistica della pittrice Artemisia, dagli esordi alla maturità. Sono La Susanna e i vecchioni, prima opera datata e firmata da lei e dipinta nel  1610, ora a Pommersfelden, dove si può rintracciare ancora l’intervento di suo padre Orazio, e la Susanna e i vecchioni del 1649 circa, della Moravská Galeriedi Brno in Repubblica Ceca, realizzata da Artemisia 30 anni dopo, dove la protagonista manifesta un’espressione capace di opporsi alla seduzione maschile.

Nella seconda sezione della rassegna dedicata alle artiste vissute tra il Cinquecento e il Settecento si intuisce  come il  XVI secolo abbia significato un cambiamento per le donne. Lo testimoniano l’operato di pittrici come Lavinia Fontana, Rosalba Carriera o Angelica Kauffmann, di cui vediamo le opere e/o i loro ritratti.

 «Mi ritrovo una figliuola femina con tre altri maschi, e questa femina, come è piaciuto a Dio, havendola drizzata nella professione della pittura, in tre anni si è talmente appraticata, che posso ardir de dire che hoggi non ci sia pare a lei, havendo per sin adesso fatte opere, che forse principali Mastri di questa professione non arrivano al suo sapere». Sono le parole del padre Orazio Gentileschi che impartisce ad Artemisia i primi rudimenti del mestiere, dalla miscela dei pigmenti alla stesura del colore sulla tela, dalla gestione della luce all’invenzione di morbidi panneggi. Essa sarà anche la modella preferita del padre come evidenziano le opere in cui la si riconosce.

La quarta sala dell’esposizione offrirà ai visitatori un’esperienza inedita: la ricostruzione  di un raro gioiello d’arte. Un luogo segreto di Roma, una dimora ancora oggi privata: il Casino delle Muse di Palazzo Pallavicini Rospigliosi, voluto sul Quirinale dal Cardinal Scipione Borghese nel 1611. Affrescato a quattro mani da Orazio Gentileschi e Agostino Tassi, vede la presenza speciale e insospettabile di Artemisia che spera, dopo la violenza subita, di essere sposata da Tassi. Il primo pittore, specializzato nelle figure, il secondo nelle quadrature, realizzano un capolavoro d’arte barocca. La scena rappresentata è un concerto, la cui orchestra è composta da sole donne: un fatto assai raro all’epoca, quando la musica, come l’arte, registrano la fisionomia maschile.

Giuditta uccide Oloferne,  uno dei soggetti più diffusi all’inizio del Seicento, è fra i temi scelti da Artemisia. Giuditta, giovane ebrea di Betulia, città biblica della Palestina, compie il gesto eroico di uccidere il condottiero assiro Oloferne che sta assediando il suo popolo.  La pittrice riesce a rappresentare la scena insistendo sulla tensione che anima le due donne nel compiere questa impresa e che all’epoca conquista i collezionisti perché ribalta il tradizionale rapporto tra la forza maschile e la fragilità femminile. Sono dunque qui esposti due dei capolavori della pittrice, Giuditta e Oloferne, della Fondazione Carit di Terni, e Giuditta e la sua ancella con la testa di Oloferne, del Museo di Capodimonte, accostati e messi a confronto con la famosa Giuditta e Oloferne del padre Orazio proveniente dai Musei Vaticani.

Dopo il celebre processo, per oltre quarant’anni Artemisia dipinge soprattutto figure femminili protagoniste di vicende storiche e bibliche: Giuditta, Cleopatra, Minerva, Maddalena, Dalila e Susanna sono le sue eroine, forti, a volte violente, indipendenti, sicure di sé, sensuali. Le sue caratteristiche fisiche compaiono poi  in molte dei suoi personaggi, come tanti storici hanno voluto riconoscere. Datato 1630 e firmato su un cartiglio ‘Artemisia Gentilescha’, l’Annunciazione è la prima sua commissione napoletana superstite e, senza dubbio, resta uno dei suoi dipinti più potenti.

A Napoli Artemisia trova il coraggio di recuperare il suo cognome e si fa strada grazie ad una più consapevole aderenza al linguaggio caravaggesco, di cui diventa una delle interpreti più efficaci. In questo periodo Artemisia è entrata in uno dei circuiti più elitari del collezionismo europeo. È impegnata nella realizzazione di quadri per l’imperatrice Eleonora Gonzaga, suocera dell’infanta di Spagna Maria Anna d’Austria, che si trova a Napoli di passaggio proprio in quell’anno. Sono lontani gli anni in cui doveva chiedere anticipi e prestiti ai suoi clienti. Ora è una pittrice autorevole, che saprà affermare con originalità e tenacia il caravaggismo in tutta Europa,

Il caravaggismo a Genova è anche una  sezione della rassegna, a cura di Anna Orlando ed  è dedicata alla scena genovese dei primi del Seicento. Sono passati 400 anni da quando l’arrivo di Orazio Gentileschi a Genova provoca un cambiamento epocale nello stile degli artisti del territorio, che assorbono i contrasti di luce caravaggeschi e si dedicano al racconto di soggetti drammatici molto frequentati da Artemisia.

Il catalogo, edito da Skira e a cura di Costantino D’Orazio, presenta i testi di Pietrangelo Buttafuoco, Riccardo Lattuada, Anna Orlando, Yuri Primarosa, Vittorio Sgarbi e Claudio Strinati.

Patrizia Lazzarin, 17 novembre 2023

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Festival. L’Eredità delle donne

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Madri della patria è il titolo della sesta edizione de L’Eredità delle Donne, il festival con la direzione artistica di Serena Dandini, dedicato a quanto di straordinario le donne sanno e hanno saputo fare in ogni campo. Si terrà quest’anno in coincidenza con la Giornata contro la violenza sulle donne, dal 24 al 26 novembre a Firenze e on line su www.ereditadelledonne.eu.

Quest’anno L’Eredità delle Donne lancia un messaggio chiaro sin dal manifesto: l'immagine simbolo della sesta edizione è infatti una giovane figura femminile che indossa una gonna creata cucendo assieme le date delle più importanti leggi che hanno scandito l'ingresso delle donne nella vita pubblica del nostro Paese. È il momento giusto per ripassare le principali tappe del cammino dell'emancipazione femminile.

 L’Eredità delle Donne lega il suo racconto ai provvedimenti di legge che, dalle Madri Costituenti a oggi, hanno segnato i diritti delle donne e dell’intera società italiana. È il nostro modo per celebrare quelle Madri della patria, principio cardine del festival dalla sua prima edizione, cui dobbiamo battaglie, campagne sociali e disegni di legge che hanno contributo ad un Paese più equo, più solidale, più inclusivo. Per tutti, uomini e donne.

Come è da sempre nel suo corredo genetico, anche quest'anno il festival porta in primo piano la voce delle donne impegnate nei processi di pace.- dichiara Serena Dandini, direttrice artistica del festival - Il nostro pianeta è in fiamme e le donne, prime vittime di tutte le guerre, sono messaggere e costruttrici di pace. In questo io voglio credere, per questo noi ci vogliamo impegnare. Pensando al terribile conflitto tra Israele e Palestina, senza dimenticare l’Ucraina. Mi piace citare le parole di quella che considero una grande Madre della Patria, Liliana Segre, «Ho voluto essere una donna di pace, non ho mai insegnato le parole 'odio' e 'vendetta', e così morirò». 

 

Musa ispiratrice del festival è Anna Maria Luisa de’ Medici, nota come l’Elettrice Palatina, che il festival ha battezzato dalla sua prima edizione come figura di riferimento, vedendo in lei una “Madre della patria”. Ultima esponente della dinastia dei Medici in assenza di discendenti maschi, a lei l’imperatore Carlo VI negò il permesso di essere nominata erede del Granducato di Toscana, impedendole l’accesso al potere e la possibilità di guidare il suo popolo. Stipulò quindi il “Patto di famiglia”, un atto giuridico che stabiliva di conservare all’interno della città di Firenze e dello Stato del Granducato – nel frattempo passato ai Lorena – tutto il complesso dei beni che facevano parte delle collezioni medicee. A lei va quindi il merito di aver protetto e reso pubblico il patrimonio della città, rendendola lo scrigno che tutti conosciamo, una vera e propria “eredità” per le generazioni future.

L’Eredità delle Donne ha portato a Firenze Premi Nobel, Pulitzer, Oscar, personalità ed istituzioni in sole cinque edizioni: più di 400 ospiti da tutto il mondo, per un totale di oltre 700 eventi diffusi in città. Ben 67 mila le presenze fisiche, con un milione di utenti on line e due milioni di impression sui contenuti social per un totale di 60 ore in diretta streaming.

Quest’anno oltre cinquanta nomi, tra i più prestigiosi nel panorama contemporaneo, ognuno portando il proprio contributo esperienziale e professionale,  si susseguiranno all’interno di una dozzina di panel cui si aggiungono approfondimenti, presentazioni e talk.

Anche i libri tra i protagonisti de L’Eredità delle Donne tra presentazioni e anteprime letterarie. Un vero festival nel festival con dieci ospiti italiane e internazionali: Vivian Lamarque, Veronica Raimo, Espérance Hakuzwimana, Silvia Bencivelli, Annalena Benini, Elvira Dones, Nogaye Ndiaye, Gigliola Cinquetti, Emanuela Evangelista, Francesca Tamburini, Victoire Tuaillon

Serena Dandini, direttrice artistica de L'Eredità delle Donne, sarà protagonista di due serate teatrali: venerdì 24 novembre alle 20,30 al Teatro Niccolini con Muse e madri e sabato 25 novembre alle 20.30 in Manifattura Tabacchi con Le leggi delle donne. Venerdì 24 novembre, dunque, per Muse e madri, assieme a Serena Dandini appuntamento con la scrittrice e autrice del bestseller mondiale I monologhi della vagina Eve Ensler (V), con La Batt Woman, membro di Purple Square, il canale social dedicato a Michela Murgia, e con la giudice Gabriella Luccioli, in collegamento, una delle prime donne diventata magistrato in Italia dopo il concorso pubblico del 1963 finalmente aperto anche alle candidate. La serata vedrà inoltre la partecipazione straordinaria della scrittrice Chiara Valerio, dell’autrice Sara Poma e dell’attrice Orsetta De Rossi che leggerà alcuni brani.

Sabato 25 alle 20,30 per Le leggi delle donne, invece, assieme a Serena Dandini sul palco salirà la cantautrice Paola Turci, tornerà l’autrice Sara Poma e in collegamento parteciperà la parlamentare Emma Bonino; nel corso della serata di nuovo la voce di Orsetta De Rossi guiderà il pubblico con alcune letture speciali.

I PANEL DEL SABATO

La giornata di sabato 25 novembre, Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne, si apre nella sala centrale di Manifattura Tabacchi,  con il panel Fermiamo la violenza, moderato da Lavinia Farnese Editor in Chief & Digital Director Cosmopolitan Italia: insieme al magistrato Fabio Roia, presidente del Tribunale di Milano, ci saranno Anna Di Stasio, sostituto procuratore presso il Tribunale dei Minorenni di Roma e Massimo Russo, direttore editoriale dei magazine del gruppo Hearst Italia. Inoltre ospite di un’intervista speciale sempre a cura di Lavinia Farnese sarà l’attrice Greta Scarano, protagonista di una delle serie tvpiù discusse del momento, Circeo. A chiusura dell’incontro sarà inoltre annunciato l’avvio di una raccolta fondi a favore della nascitura Casa delle Donne di Firenze.

Riprendono i lavori di L'Eredità delle Donne alle 15.00, sempre in sala centrale con il panel Fantasmi di pace, un dialogo tra il Premio Nobel per la Pace 2022 e direttrice del Center for Civil Liberties di Kiev Oleksandra Romantsova e Donatella Di Cesare, filosofa e saggista, una delle voci più significative del pensiero europeo contemporaneo. Modera Massimo Russo, direttore editoriale dei magazine del gruppo Hearst Italia che sarà anche protagonista dell’intervista ad Anna Prouse, esperta riconosciuta a livello internazionale di cultura, di politica e di affari mediorientali, africani ed europei, e delegata della Croce Rossa Internazionale, che parlerà inoltre del suo ultimo libro “Della mia guerra, della mia pace” (HarperCollins).

A seguire alle 16 sempre nella centrale, il talk Tutto parla di te con Annalena Benini, autrice, giornalista e direttrice del Salone del Libro di Torino, in dialogo con Liliana Rampello, critica letteraria e saggista, presenta il suo romanzo "Annalena" (Einaudi), dedicato a Annalena Tonelli, missionaria laica cattolica che trascorse 35 anni della propria vita come volontaria negli scenari di guerra di Kenya e Somalia, prima di essere uccisa nell'ottobre del 2003 da due sicari.

Subito dopo alle 16.30 nella sala centrale, il panel A fior di pelle sulla percezione del proprio corpo come confine non solo fisico ma anche sociale. Le donne, ancora oggi, devono confrontarsi tutti i giorni con una società che almeno in Italia le imbriglia in canoni e stereotipi. 

La giornalista Martina Pennisi, firma del Corriere della Sera, racconterà la sua esperienza di madre di due gemelli in una coppia omogenitoriale con tutte le difficoltà e gli ostacoli burocratici che ha trovato in questo anno di vita dei suoi bambini.

Sarà sempre lei a dialogare con Maria Beatrice Alonzi, autrice di “Tu non sei i tuoi genitori” (Sperling & Kupfer), un saggio dedicato ai figli che «non sono il frutto dei loro genitori, non sono la reazione al loro modo di dare amore da quando erano bambini».  

Dal corpo dei figli e dei genitori a quello delle artiste: Federica Cacciola, BigMama e Casadilego ci racconteranno cosa vuol dire parlare, esibirsi, gareggiare, cantare e performare portandosi dietro un corpo esposto alla visione – e quasi sempre al giudizio feroce – del pubblico. Succede anche alle artiste di fama mondiale. Lo racconterà, in conclusione del panel, Gloria Campaner, pianista che si è esibita sui palcoscenici più prestigiosi e che ora ha momentaneamente lasciato il pianoforte per gestire un altro aspetto della performance artistica: quello delle emozioni.

Prosegue il programma della sala centrale alle 18 con il ritorno a Eredità delle Donne della filosofa e scrittrice Michela Marzano che sarà protagonista con il suo ultimo libro Sto ancora aspettando che qualcuno mi chieda scusa (Rizzoli) del talk Dove finisce il consenso? assieme alla giornalistaCaterina Soffici.

 
Crescere, confrontarsi, specchiarsi nelle pagine di un grande magazine femminile, analizzando le sue immagini di moda più rappresentative. S’intitola Elle Generations il panel in programma sabato 25 novembre, ore 15.30, in sala ridotto: Elisabetta Muritti, giornalista, modera l’incontro tra Micaela SessaAmelianna Loiacono, entrambe autorevolissime fashion stylist di Elle Italia, e un gruppo di studenti di Polimoda – The Fashion School in Florence, coordinati da Giulia Bonali, loro docente di Fashion Studies.

A seguire alle 16,15 sempre in sala ridotto il panel Purché sia sostenibile, un focus dedicato ai temi ambientali:  Monica Mecacci per Ford Italia presenta il progetto “Charge around the Globe”, il viaggio intercontinentale dell’esploratrice Lexie Alford, aka Lexie Limitless, a bordo di un veicolo 100% elettrico sulle orme di Aloha Wanderwell, pioniera negli anni Venti e Trenta del Novecento del primo viaggio intorno al mondo in automobile (una Ford Model T).

A seguire Emanuela Evangelista biologa e attivista,  in dialogo con Edoardo Vigna caporedattore al Corriere della Sera e responsabile di Pianeta 2030, racconta la sua esperienza di vita nel cuore della foresta amazzonica, partendo dal suo libro Amazzonia. Una vita nel cuore della foresta (Laterza).

Chiude gli incontri della giornata in sala ridotto alle 17 Leadership d’alta quota, il racconto emozionante di un’alpinista da record, Nives Meroi, che assieme al marito Romano Benet ha raggiunto la vetta di tutti i 14 ottomila della terra senza l'uso di ossigeno supplementare né portatori d'alta quota. Nives Meroi metterà a fuoco le doti che distinguono e descrivono una leader.

 

Inoltre, come sede centrale del festival, lo stesso sabato 25 novembre dalle ore 17 alle ore 20, Manifattura Tabacchi di Firenze apre ai visitatori gli atelier e i negozi delle imprenditrici presenti all’interno della struttura, offrendo una immersione nelle storie, nei prodotti e nei loro percorsi imprenditoriali. 

I PANEL DELLA DOMENICA 

Apre i lavori della domenica alle 15 un’esclusiva de L’Eredità delle Donne 2023: il ritorno in Italia dell’attivista tedesca Carola Rackete che, a partire dal titolo del suo libro Il mondo che vogliamo (2019), sarà intervistata dalla giornalista Tonia Mastrobuonisu tematiche climatico-ambientali. 

Alle 15,30 si prosegue all’insegna dell’attualità e della geopolitica con il panel Testimoni di frontiera, un’intervista della giornalista di esteri Annalisa Camilli a Najwa Wheba, la prima donna portavoce alla Presidenza libica di Tripoli, riconosciuta dall’Onu.

A seguire sempre Annalisa Camilli sarà in dialogo con la consulente diplomatica sui migranti climatici presso le Nazioni Unite Angelica De Vito e con Giorgia Linardi portavoce e attivista della Ong SeaWatch: un confronto dedicato al fenomeno migratorio legato al cambiamento climatico, introdotto dal prezioso collegamento da Utrecht della filosofa e femminista Rosi Braidotti

A due anni dal ritorno dei Talebani a Kabul, due approfondite interviste alle 16,30 in sala centrale nel panel Afghanistan. Donne da non dimenticare a cura della giornalista Rai e scrittrice Tiziana Ferrario: la prima a Natalia Quintavalle, prima donna ambasciatrice italiana in Afghanistan, paese che sta attraversando una delle più gravi crisi umanitarie, legata alle conseguenze della guerra e dei disastri ambientali. In questa cornice, L'Eredità delle Donne desidera riportare l’attenzione sulla condizione  delle donne e ragazze afgane, che hanno già visto cancellati i loro diritti.  

Il secondo dialogo sarà con Zarifa Ghafari: già sindaca di Maidan Shahr, Afghanistan, dal 2018 al 2021 e successivamente dirigente del Ministero della Difesa, Ghafari ha lasciato Kabul nell’agosto 2021 e vive in Germania. È co-autrice del documentario prodotto da Netflix  "In her hands" e con Hannah Lucinda Smith del libro “Zarifa. La battaglia di una donna in un mondo di uomini” (Solferino, 2023).

Anche l’ultimo panel della domenica in sala ridotto alle 16,30 sarà a tema ambientale, Un paese senza scarti: se un mondo senza rifiuti è impossibile, un mondo senza discariche è invece realizzabile, come testimoniano molte esperienze. 

Con Francesca Cafiero, presidente di Nieco Spa e Anna Fasano, presidente di Banca Etica si parlerà di end of waste, il processo attraverso il quale un rifiuto cessa di essere tale per mezzo di procedure di recupero e acquisisce lo status di prodotto. 

In collegamento l’esperienza poi di Stefano Funari, imprenditore, fondatore di "I was a sari", impresa di economia sociale e moda sostenibile creata a Mumbai in India.

Modera l’incontro Massimo Cirri, conduttore radiofonico, psicologo e drammaturgo.

Sigilla la sesta edizione di L’Eredità delle Donne l’evento speciale alle 18 in sala centrale in collaborazione con Una Nessuna Centomila, la prima Fondazione italiana per la prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne che sostiene attivamente i Centri Antiviolenza su tutto il territorio nazionale. Diversi saranno gli ospiti che parteciperanno alla serata in Manifattura Tabacchi tra cui Giulia Minoli, Noemi, Vittoria Puccini, Massimiliano Caiazzo e la Presidente Onoraria della Fondazione, Fiorella Mannoia, che interverrà in collegamento.

La manifestazione è un progetto di Elastica, partner fondatori Fondazione CR Firenze e Gucci, con la co-promozione del Comune di Firenze, la collaborazione di Elle e la partecipazione di Manifattura Tabacchi, sede principale del festival. Rai Radio 2 è la radio ufficiale del Festival. L’Eredità delle Donne 2023 è organizzato con il contributo di Engie, Ford, iliad, Nieco, Polimoda e SYNLAB. La sesta edizione del Festival inaugura con piacere una nuova partnership con il brand Elle.

Patrizia Lazzarin, 14 novembre 2023

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La poesia ti guarda, omaggio al Gruppo 70

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Il 24 maggio 1963 si apriva a Firenze, presso il Forte del Belvedere, il convegno “Arte e comunicazione" che è considerato dagli studiosi l’atto ufficiale di fondazione del Gruppo 70. A sessant'anni da quell'evento la Galleria d'Arte Moderna di Roma presenta dal 1° dicembre 2023 al 5 maggio 2024, la mostra «La poesia ti guarda» Omaggio al Gruppo 70 (1963 - 2023), per rendere merito a quegli artisti che ne hanno determinato la nascita.

Il Gruppo 70 è, infatti, il sodalizio artistico che interpreta in modo più completo e coerente in ambito italiano il movimento internazionale della poesia visiva. Tra le neoavanguardie quella che maggiormente ha un carattere ibrido e multilinguistico, situandosi in una suggestiva "terra di mezzo" fra la scrittura e l’immagine, fra le arti visive e la poesia. L'arte veniva intesa e problematizzata, più in generale, come parte del complesso sistema della comunicazione.


In occasione di questo anniversario viene allestito un omaggio ai principali esponenti del gruppo – Ketty La Rocca, Lucia Marcucci, Eugenio Miccini, Luciano Ori, Lamberto Pignotti, e naturalmente Roberto Malquori e Michele Perfetti – mettendo in luce le diverse declinazioni estetiche e formali della poesia visiva.

Le opere, per lo più inedite e/o poco conosciute al grande pubblico, provengono dalla collezione della Galleria d'Arte Moderna, dall'Archivio Carlo Palli di Prato, tra le principali raccolte italiane di poesia visiva, dal MART di Rovereto, dall'Archivio Lamberto Pignotti di Roma, dalla Fondazione Bonotto di Colceresa (VI) e da altre prestigiose collezioni private.

Accompagnano il percorso espositivo poesie sonore e cinepoesie, libri d'artista e documenti che illustrano in vario modo le premesse teoriche, le ragioni poetiche e gli esiti espressivi del Gruppo 70.

La mostra, curata da Daniela Vasta, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con l’Archivio Carlo Palli di Prato, l’Archivio Lamberto Pignotti di Roma e la Fondazione Bonotto di Colceresa (VI).

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da De Luca Editori d'Arte, con contributi critici di Daniela Vasta, Patrizio Peterlini e Lucilla Saccà, un'intervista inedita a Lamberto Pignotti a cura di Claudio Crescentini e apparati bio-bibliografici a cura di Elena Rosica.

L’ organizzazione è di Zètema Progetto Cultura.

Patrizia Lazzarin, 14 novembre 2023

 

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