Taiwan si prepara alle prossime elezioni politiche

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Taiwan nelle mire di Xi, rischia di finire come Hong Kong

7 aprile 1989, a Taiwan, la legge marziale imposta da Chiang Kai-shek è stata revocata meno di due anni prima, dopo quasi quarant’anni. Il Kuomintang (Kmt), al potere come partito unico, rivendicava ufficialmente tutto il territorio della Cina continentale. Solo due anni dopo sarebbero state abolite le “disposizioni temporanee per il periodo di ribellione comunista”. E solo nel 1996 si sarebbero svolte le prime elezioni presidenziali libere (...)Il Partito progressista democratico (Dpp) dell'attuale presidente Tsai Ing-wen non riesce a dialogare con la Cina continentale. Il Kmt mantiene invece un canale di dialogo molto spedito. Il motivo va ricercato nel celeberrimo "consenso del 1992", frutto di un accordo tra funzionari nominati da Kmt e Partito comunista cinese (Pcc) in cui si riconosce l'esistenza di una "unica Cina" (...) Tra poco più di sette mesi sapremo che cosa pensano invece i taiwanesi. Il commento di Lorenzo Lamperti su Linkiesta.

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Taiwan farà la fine di Hong Kong?

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“Sanzionateli”. Lo ripete di continuo Nathan Law, parlamentare di Hong Kong costretto all’esilio a Londra. Tra le voci più ascoltate del fronte democratico, co-fondatore del partito Demosisto, lo stesso di Joshua Wong, il leader delle proteste in carcere ormai da un anno, Law segue preoccupato l’escalation a Taiwan, l’isola che reclama autonomia dalla Cina, e che la Cina di Xi Jinping vuole riunire a sé, con le buone o le cattive. Il commento di Francesco Bechis su Formiche.

Taiwan rischia grosso, Xi vuole mettere la mordacchia

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